Di fattura elettronica si è iniziato a sentir parlare dalla legge finanziaria del 2008. La finanziaria introdusse infatti il concetto di fatturazione elettronica, descrivendolo come l’insieme delle procedure per la gestione, l’invio e la conservazione digitale dei documenti. Le prime realtà che si trovarono a scontrarsi con questa innovazione digitale furono proprio le amministrazioni (centrali nel 2014 e successivamente locali nel 2015).

L’estensione a tutti gli altri contribuenti, quindi B2B (business to business) e B2C (business to consumer) è avvenuta definitivamente a partire dal primo gennaio 2019. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata davvero molta. La fattura eletronica ha visto una serie di incessanti modifiche e migliorie che le sono state apportate per adattarsi meglio alla realtà economica, fiscale e tributaria italiana. L’ultima, in ordine cronologico, partirà proprio dal primo ottobre del 2020.

Fattura eletronica: numeri e successi

La fatturazione elettronica è uno strumento conosciuto e utilizzato ormai dalla maggior parte dei contribuenti italiani. Da quando è entrata in vigore sono state emesse oltre due miliardi di e-fatture (per l’esattezza 2,054,000,000). Numeri alla mano, Agenzia delle Entrate ha dichiarato che il 55% delle fatture emesse, sono state create per operazioni tra soggetti passivi (operazioni B2B – business to business). Il 44% invece è stato emesso verso i consumatori finali (B”C – business to consumer) e il rimanente 1% verso la PA (Pubblica amministrazione).

Dati interessanti se si tiene poi conto la novità ha impattato tutti i settori economici. In particolare poi è stato riscontrato che il 45% delle fatture elettroniche emesse è relativo alle categorie di forniture di energie elettriche, gas e aria condizionata, servizio di informazioni e comunicazione e attività manifatturiere.

Durante tutto questo periodo, in corso d’opera, sono state molti gli accorgimenti e le modifiche apportate al servizio. L’ultima porterà la data del primo ottobre 2020 quando inizierà un periodo di assestamento facoltativo, per permettere a tutti di adeguarsi entro la fine dell’anno alle nuove specifiche tecniche dettate da Agenzia delle Entrate.

Aumentano quindi i codici e i controlli eseguiti dal SdI (Sistema di Interscambio), dando vita ad un tracciato più preciso e dettagliato.

L’ultimo restyling alla fattura elettronica

A cambiare sarà il tracciato XML, vale a dire il formato attraverso il quale la fattura eletronica è trasmessa ad AdE. Da inizio anno nuovo il tracciato diventerà obbligatorio per tutti, mentre al momento il Sistema di Interscambio accetta sia il vecchio che il nuovo formato.

Le nuove specifiche tecniche sono riassunte nella versione 1.6.1 disposta da Agenzia delle Entrate sul proprio sito. Le modifiche riguardano l’implementazione di nuovi schemi e controlli in merito ai campi “TipoDocumento” (introdotti altri 18 nuovi codici di riferimento), “Natura” (questi ad esempio passano da 7 a ben 24 codici diversi), “ModalitàPagamento” e “Ritenuta”(persone fisiche – persone giuridiche – Contributo INPS, ENASARCO, ENPAM e altro contributo previdenziale).

Queste modifiche sono state introdotte anche in vista della predisposizione delle bozze delle dichiarazioni di imprese e professionisti. In altra parole dal 2021 Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati riportati in fattura per compilare le bozze delle dichiarazioni di imprese e professionisti.