La sospensione delle attività per via dell’emergenza Coronavirus in atto ha portato a un grande innalzamento dell’utilizzo della rete, fissa e mobile, durante il mese di marzo. Molti lavoratori sono passati allo smart working, le riunioni del personale si sono trasformate in videoconferenze, le persone, costrette a stare a casa, hanno avuto maggior tempo a disposizione per dedicarsi alla navigazione, ma anche ai videogiochi online. Per non parlare dell’utilizzo delle piattaforme di streaming di film e serie televisive, oltre agli studenti che hanno dovuto seguire i corsi online, sempre in videoconferenza.

Le misure imposte dal governo circa la limitazione degli spostamenti, hanno portato molte persone a ritrovarsi lontane dai propri cari e dai propri amici, costringendole a ricorrere a metodi alternativi per tenersi in contatto. Sono così aumentate in breve tempo le videochiamate, con un aumento del 70% rispetto alla norma, per quanto riguarda le sole videochiamate effettuate tramite “Facebook Messenger”. Aggiungiamo anche che nella lista delle applicazioni più scaricate del momento si piazzano in testa le app di videochiamate, come Skype, Microsoft Teams e Zoom, che supportano anche le videochiamate di gruppo. Di particolare rilevanza per lo smart working e le video conferenze lavorative, la piattaforma Microsoft Teams, in cui si registrano oltre il doppio di riunioni in videoconferenza rispetto ai mesi precedenti.

Inoltre, secondo i dati di “Limelight Networks” riguardo il gioco online, in Italia è in aumento il fenomeno del binge gaming, vale a dire il gioco in maniera prolungata, con il 6% dei giocatori che supera le 20 ore a settimana, e se consideriamo che la maggior parte dei videogiocatori preferisce giochi multiplayer online, questo va ad aumentare ulteriormente il traffico sulla rete. Un esempio è stato dato dal rilascio di “Call of Duty Warzone”, lo scorso 10 marzo, che ha visto oltre sei milioni di gamer online.

Questa mole di traffico ha appesantito la rete, al punto che servizi come YouTube e Netflix hanno dovuto abbassare la velocità di trasmissione, e di conseguenza la qualità dei video, per alleggerire la rete. Ciononostante l’aumento del traffico è stato considerevole e ha portato inevitabilmente a dei disagi per gli utenti, che hanno riscontrato un calo nella velocità della rete e un abbassamento della qualità dei servizi. La rete è risultata talmente intasata al punto di arrivare a ipotizzare un collasso di internet, infatti le infrastrutture sono progettate al fine di gestire picchi di connessione concentrati soprattutto in alcune ore, e questo sovraccarico le mette a dura prova. Basti pensare che dall’inizio delle misure restrittive c’è stato un aumento del traffico internet superiore al 25%, come dichiarato dal MIX, “Milano Internet Exchange”.

Il fenomeno di riduzione della velocità di connessione, non riguarda solo il nostro paese, inoltre non è da imputarsi a un singolo operatore, ma colpisce globalmente l’intera infrastruttura. Dai dati raccolti dal portale Komparatore.it in cui sono stati analizzati oltre 42 mila test per il mese di marzo 2020, emerge un calo rispetto al mese di febbraio dei principali operatori. A subire il colpo maggiore sono Tim con una riduzione in termini di velocità di download del “27,6%” e Vodafone con una del “22%”. Ad accusare meglio il colpo invece abbiamo gli operatori Fastweb “(-10%)” e Wind con “-21%”.

Per rilevare non solo la velocità, ma anche la qualità della rete, basta effettuare un’analisi della propria linea, fissa o mobile, attraverso il servizio di Speed Test Fibra che ti permetterà di conoscere la velocità di download e upload, oltre alla latenza della rete, chiamata anche ping. Grazie allo speed test potrai valutare la qualità della tua connessione internet e verificare che sia in linea con quanto definito dal contratto con il tuo operatore.